
Il Volto dei Mille Volti
Nel Duomo di Vercelli la “Metamorfosi Spirituale” di Celio Bordin
L’arte sacra non è mai stata una semplice riproduzione del divino, ma un ponte gettato tra l’infinito e l’umano.
In questa lunga scia di ricerca estetica e spirituale si colloca l’ultima, suggestiva installazione ospitata nel Duomo di Vercelli: "Metamorfosi Spirituale". Durante la Settimana Santa, la Cappella del Beato Amedeo è diventata lo scenario per un’opera che ridefinisce il concetto di contemplazione, nata dal genio di Celio Bordin.
Una tecnica tra miniatura e percezione
A prima vista, il visitatore si trova di fronte a una fedele riproduzione della Sacra Sindone. Tuttavia, basta un passo in avanti perché l’immagine subisca una trasformazione radicale. L’opera, tracciata interamente a penna stilografica su tela, non è fatta di chiaroscuri tradizionali, ma di una folla silenziosa: centinaia di minuscoli volti, tutti diversi tra loro, che insieme compongono l’effigie di Cristo.
È qui che risiede il cuore della "Perception Art" di Bordin. L’osservatore è chiamato a un doppio movimento:
L'abbraccio d'insieme: la visione d'insieme che commuove per la sua iconicità.
L'analisi del dettaglio: la scoperta di un’umanità frammentata che si ricompone nel mistero della Redenzione.
L’artista stesso descrive l’esperienza come un ribaltamento prospettico: non siamo noi a guardare il quadro, ma è l’opera stessa che, attraverso quella moltitudine di sguardi, sembra osservare la nostra anima.

Un messaggio teologico profondo
L’evento di presentazione, avvenuto lo scorso 3 aprile, ha visto la partecipazione delle massime autorità ecclesiastiche locali, tra cui l’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo e il Vicario Generale Mons. Stefano Bedello.
La loro presenza ha sottolineato quanto l’arte contemporanea possa ancora farsi interprete di messaggi teologici profondi.
Un'Opera che invita alla riflessione
"Metamorfosi Spirituale" non è solo un quadro, ma un esercizio di pazienza e attenzione.
In un'epoca di immagini veloci e superficiali, Bordin ci costringe a rallentare, a cercare il dettaglio infinitesimale per comprendere il tutto. Un invito che, tra le navate del Duomo di Vercelli, ha assunto un valore che va ben oltre l'estetica, toccando le corde più intime della riflessione esistenziale.
L'Artista: Celio Bordin
La sua ricerca artistica si distingue per una tecnica meticolosa, dove l'uso della penna stilografica diventa lo strumento per costruire universi visivi complessi, fatti di dettagli infinitesimali che si rivelano solo a uno sguardo ravvicinato.
Uno dei suoi studi creativi si trova infatti a Verzimo, una frazione situata in una posizione privilegiata sopra il Sacro Monte di Varallo. Questa vicinanza geografica e spirituale con uno dei massimi monumenti dell'arte sacra piemontese sembra riflettersi nella sua opera, capace di coniugare una sensibilità contemporanea e globale con la profondità della tradizione iconografica classica.
[ Immagini previo concessione dell'Artista Celio Bordin © - Los Angeles CA - Tutti i diritti riservati ]



