
Ci vogliamo riallacciare all’articolo riguardante quel particolare dolce che è il canestrello di Crevacuore per riscoprirne un altro, molto simile nel gusto ma diverso nell’aspetto e di più facile esecuzione. Conosciuto come “la torta nera di Masserano” era un dolce delle feste diffuso in tutte le case del principato, che per gusto e colore ricordava il canestrello del cugino Marchesato di Crevacuore.
L’origine e la storia è sostanzialmente la stessa ed anche nel Principato si consumavano i canestrelli, ma la torta, di più facile fattura era diventata una piacevole, festiva, abitudine.
Il dolce riflette l’opulenza della corte del Principato, che rimase indipendente fino al XVIII secolo.

Mentre il Canestrello di Crevacuore è una cialda croccante e sottile cotta su appositi ferri a tenaglia direttamente sul fuoco, la Torta Nera di Masserano ne traspone gli aromi (cioccolato, spezie) in una consistenza semi-morbida, risultando appunto di più facile esecuzione domestica rispetto all'uso dei ferri. Entrambi condividono una base di cacao amaro e spezie, ma è l'uso del vino e dei liquori a caratterizzarli, a discrezione di ogni famiglia.
Sono ormai in pochi a conservare la ricetta originale tramandata da madre in figlia, soppiantata da dolci più sofisticati ma questo, oltre ad essere ottimo da solo, lo è anche con un buon zabaione o zabaglione (per dirlo in linguaggio antico), che sono entrambi del XVII secolo.
Lo zabaione ha origini piemontesi molto forti, legate alla figura di San Pasquale Baylón nel XVII secolo, patrono dei cuochi. Servirlo caldo accanto alla Torta Nera crea un contrasto che esalta le note speziate del dolce.
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